Solari: La Saponaria ci spiega tutto quello che avremmo sempre voluto sapere...

Pubblicato : 20/05/2016 21:17:01
Categorie : Sole e Solari Ecobio

Cosa sono i filtri fisici e cosa i Filtri chimici? Come deve essere formulato un solare per essere considerato Bio? i Filtri fisici proteggono abbastanza bene?

Giovedì 19 maggio nel mio calendario da tavolo era cerchiato in verde, per ricordarmi un appuntamento importante e decisamente green, il seminario online su sole e solari tenuto da Lucia e Luigi de La Saponaria.


Alle 14 in punto ero davanti al pc, cuffie nelle orecchie,  carta e penna per prendere quanti più appunti possibili e tanta curiosità per un’esperienza per me insolita.
Lucia e Luigi sono partiti dal mostrarci delle chiare slide contenenti i punti principali di analisi e le hanno integrate con approfondimenti verbali, rispondendo anche alle numerose domande che noi spettatori avevamo la possibilità di porre mediante messaggi scritti.
Voglio condividere con voi gli appunti che ho preso, perché nell’ambito della cura e protezione della pelle durante l’esposizione al sole l’informazione non è mai troppa e, come dicevano i Latini, repetita iuvant (le cose ripetute aiutano).
Cercherò di essere il più possibile schematica, così che i concetti principali siano come cristallizzati. Eccoli..
Le protezioni solari devono proteggere dalle radiazioni UV (UVA e UVB), infatti le radiazioni UVC non giungono sulla terra, ma sono assorbite dall’atmosfera.

Le radiazioni UVA e UVB sono dannose per la nostra pelle, vediamo come:
Radiazioni UVA: causano danni nel lungo periodo e favoriscono l’invecchiamento precoce
Radiazioni UVB: causano danni nel breve periodo, come scottature, eritemi etc.

Filtri solari fisici o chimici? qual è la differenza?

Quali sono gli alleati della pelle contro le radiazioni? Semplice, i filtri solari; essi si suddividono in filtri chimici e filtri fisici. Quali sono le differenze?

I filtri chimici lavorano per assorbimento, essi assorbono sia i raggi UVA sia quelli UVB e sono in grado di cambiare il loro stato energetico. L’energia assorbita viene rilasciata sotto forma di radiazioni IR, provocando da una parte un surriscaldamento della pelle, dall’altra la scissione delle molecole in sottoprodotti non sempre identificabili (foto-instabilità). I filtri chimici possono avere effetti estrogenici, bisogna perciò prestare molta attenzione ad utilizzarli su bambini, adolescenti e donne in gravidanza. Non sono biodegradabili. Se si opta per l’utilizzo di solari con filtri chimici è bene scegliere quelli con filtri fotostatbili, quelli di ultima generazione lo sono, permane però il problema degli effetti estrogeni, valutabili solo nel lungo periodo.

I filtri fisici sono minerali ridotti in polvere sottilissime per poter essere incorporati all’interno della base cremosa, essi sono Ossido di zinco e Biossido di titanio. Essi evitano semplicemente che il raggio solare penetri nella pelle respingendolo fuori come uno specchio.
Legato ai filtri fisici è, senza dubbio, il problema delle nanoparticelle, esse sono sospettate di penetrare, grazie alle loro dimensioni, sotto il derma ed entrare nel sistema linfatico. Ancora non c’è da parte della scienza una risposta univoca circa la loro pericolosità, pertanto, per il principio di precauzione, è bene evitarle il più possibile. Se i filtri minerali presenti nel solare sono nanoparticelle nella denominazione INCI dopo il nome del filtro deve comparire fra parentesi la scritta “NANO”. Le microparticelle, invece, non creano nessun problema, in quanto le loro dimensioni non gli permettono la penetrazione nel derma.
L’ossido di zinco (entrato anch’esso da non molto nella lista dei filtri solari) sul Biodizionario è a pallino giallo, perché in alcuni cosmetici si può trovare in forma nano. La sua tossicità per gli organismi acquatici è vera, anche se i dati non sono ancora univoci dal momento che gli studi sono relativamente recenti e talvolta contraddittori. I filtri fisici non hanno, comunque, una tossicità maggiore rispetto ai filtri chimici; quando si fa il bagno i filtri fisici si depositano sul fondo, quelli chimici, invece, galleggiano sull’acqua, ostacolando il passaggio dei raggi solari con danno per flora e fauna marine. 
Un altro problema legato ai solari con soli filtri fisici è il problema del cosiddetto “effetto fantasma” o “scia bianca”, si è molto lavorato e questo “difetto” è stato notevolmente ridotto lavorando sulla micronizzazione dei minerali rendendola più omogenea e rivestendo i filtri con uno strato di acidi grassi (derivati dagli olii vegetali). Ora, grazie ai progressi fatti, si sono ottenuti solari con una migliore spalmabilità e una grandissima riduzione dell’effetto bianco.
Ricordiamo sempre che un solare formulato con soli filtri fisici, se ben bilanciati, è in grado di svolgere egregiamente la sua funzione, vale a dire, proteggere la pelle dai raggi UVA e UVB.

Per fare una buona crema solare non bastano buoni filtri, sono indispensabili anche sostanze nutrienti antiossidanti in alta concentrazione.
La Saponaria ha scelto di non utilizzare profumi, per evitare reazioni allergiche e ha arricchito la formula con tanti antiossidanti, così da contrastare il più possibile il photoaging

Cosa dice la legge sulle formule delle creme solari?

Secondo la Commissione europea i cosmetici destinati alla protezione solare devono indicare obbligatoriamente un valore chiamato SPF. Questo numero indica il rapporto fra la quantità di radiazione UVB necessaria a produrre un eritema fra la pelle protetta e la pelle senza crema solare. Un SPF inferiore a 6 non può essere dichiarato “protezione solare” e, per legge, non si può indicare “protezione totale”, in quanto non è possibile ottenerla, si tratta solo di un claim pubblicitario.
Per determinare il valore SPF esiste un’unica metodologia dettata da COLIPA, questo metodo viene utilizzato sia per i solari con filtri chimici sia per quelli con filtri fisici, pertanto il valore SPF riscontrato è univoco.
Vediamo i diversi valori SPF riconosciuti ed accettati:



Per quanto riguarda invece la protezione dai raggi UVA  è stato introdotto da un paio di anni un test che si chiama Test lunghezza d’onda critica, il rapporto minimo di protezione fra UVA e UVB è 1:3.
Ricordiamoci sempre che perché  un cosmetico sia adatto per i bambini deve riportare in etichetta la dicitura “dermatologicamente testato”.


Come sono i Solari O'sole bio de La Saponaria?

Studiando l’INCI troviamo l’alcool, come mai? A cosa serve?

Lucia e Luigi, hanno spiegato che è contenuto nei solari per aumentare la spalmabilità della crema.

Sempre in tema di spalmabilità hanno confermato un’impressione che in molti avevamo avuto sin dallo scorso anno, vale a dire che il loro solare con SPF 50 è maggiormente spalmabile rispetto a quello con spf 30. Questo è dovuto al fatto che nella protezione SPF 50 hanno inserito sin da subito una miscela di olii che faceva sì che la crema fosse più spalmabile, la composizione della crema solare con SPF 30 verrà rivista, per ottenere un prodotto più piacevole e performante.
Relativamente alla scadenza, i solari Osolebio hanno un PAO di 6 mesi a prodotto aperto, la scadenza, invece, a prodotto chiuso (cioè mai aperto) è di due anni e mezzo.

Spesso si legge su internet che un solare aperto l’anno precedente, se ben conservato, si può utilizzare e che il suo SPF è da considerarsi dimezzo…ASSOLUTAMENTE NO! A distanza di un anno il solare aperto avrò subito un considerevole deterioramento della componente antiossidante.


Una nota importante, anche spalmando continuamente una crema solare con SPF 30 non otterrò mai un SPF 50+, pertanto la protezione solare va sempre scelta avendo ben presente il proprio fototipo ed il tipo di esposizione al sole che si pensa di seguire.

Cosa devo cercare nella confezione di un solare? 


Quale solare 'O Sole Bio devo scegliere in base al mio fototipo


Le informazioni sono davvero tante e scriverle tutte in un post sarebbe troppo lungo, ma se avete altre dubbi o domande non esitate a chiedere sotto nei commenti.

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