5 spunti per riflettere su Biodizionario, INCI, & co.

Pubblicato : 14/02/2017 10:53:28
Categorie : Ingredienti Cosmetici

Negli ultimi tempi si è assistito ad un vero e proprio boom del mercato dei cosmetici "naturali" e per il consumatore finale è diventato paradossalmente più difficile districarsi nell'intreccio di marchi, certificazioni e slogan pubblicitari che gli sono piovuti addosso!

I consumatori più esperti sanno che l'unico strumento per valutare se un cosmetico è ecobio è l'INCI (ovvero l'elenco degli ingredienti presenti nel cosmetico indicati in ordine decrescente secondo una nomenclatura ufficiale), anche questo, però, ad un occhio meno esperto, risulta davvero criptico ed indecifrabile.

Il Biodizionario, realizzato da Fabrizio Zago, ci aiuta a capire meglio l'inci attribuendo un semaforo ad ogni ingrediente classificandolo inaccettabile (2 rossi), brutto (1 rosso), incerto (giallo), buono (un verde) o ottimo (2 verdi) ma spesso questo giudizio sintetico unito, magari, ad interpretazioni discutibili, può far sorgere ancora più dubbi e può succedere che un cosmetico venga "ingiustamente" classificato come pessimo senza una reale colpa.

Tra le domande che riceviamo più spesso c'è sicuramente:

Ma com'è possibile che un cosmetico certificato abbia dei pallini rossi?

Vediamo insieme quali sono i problemi in cui si può cadere:

Stesso Nome, ingredienti diversi

La lista degli ingredienti presente nella normativa che regolamenta la scrittura dell'inci non è molto precisa e così ingredienti di orgine molto diversa tra loro possono avere la stessa nomenclatura INCI
Un esempio di cui abbiamo parlato poco tempo fa sulla nostra pagina facebook è il caso dello Squalene. Questo ingredienre sul Biodizionario è a pallino rosso in quanto può essere estratto dal grasso degli squali, esiste però una Squalene totalmente di origine vegetale (quello utilizzato nei cosmetici Delidea, ad esempio è derivato dell'insaponificabile dell'olio di girasole), in questo caso, ovviamente,  il pallino da rosso diventa Verde. Stesso discorso vale per l'olio di Soia: se la soia è da agricoltura biologica allora il pallino sarà verde, se la soia è OGM la questione cambia parecchio...

"è la dose che fa il veleno"

questa frase si trova ripetuta spesso anche nel forum collegato al Biodizionario; infatti lo stesso ingrediente presente in alto o in basso nell'inci (nell'inci gli ingredienti vengono proposti in ordine decrescente da quello presente in percentuale maggiore a quello in percentuale minore) può avere significati e pericolosità molto diverse, soprattutto quando parliamo di ingredienti che possono causare sensibilizzazioni.
Occorre però fare attenzione e non pensare che "se è in fondo all'inci allora va bene anche se Rosso" perchè alcuni ingredienti molto controversi o molto allergizzanti possono essere inseriti in formula solo in basse percentuali, quindi si troveranno SEMPRE e SOLO in fondo all'inci, ma non per questo risulteranno meno pericolosi!

Che tipo di prodotto stiamo analizzando? qual'è la funzione dell'ingrediente?

Quando ci si approccia alla valutazione di un ingrediente bisognerebbe sempre valutare in quale tipo di formula è inserito e alla funzione che deve svolgere, perchè lo stesso ingrediente potrebbe essere inaccettabile in un prodotto e benefico in un altro!
Facciamo un esempio...
Gli olii essenziali estratti dagli agrumi sono tendenzialmente fotosensibilizzanti; se presenti in un olio in alta posizione potrebbe provocare brutte macchie della pelle se l’olio venisse applicato prima dell’esposizione al sole, pertanto sono inaccettabili e da assolutamente da evitare. Se i medisimi olii essenziali di agrumi, invece, sono inseriti nella fomulazione di un bagnoschiuma per conferirgli una fresca profumazione o in uno shampoo per aumentarne il potere purificante, allora risulteranno essere un ottimo ed efficace ingrediente!

Qual è la fonte?

Nella premessa del Biodizionario è espressamente specificato che i pallini sono "giudizi personali" di Fabrizio Zago, sicuramente uno dei più autorevoli esperti di ingredienti cosmetici ed i suoi giudizi meritano il massimo rispetto, ma per sua stessa ammissione, non si tratta di verità assolute, infatti in altri siti di valutazione degli ingredienti (il sito di Icea, o SkinDeep per citare i più famosi) spesso troviamo giudizi diametralmente opposti. Non dimentichiamo che alcuni ingredienti assolutamente sconsigliati dal Biodizionario sono ammessi da disciplinari ecobio molto rigidi come la certificazione Natrue.
Taluni giudizi hanno un maggiore riguardo per quello che è l’impatto ambientale di una determinata sostanza; altri, invece, valutano maggiormente l'origine del prodotto, altri ancora la sua tossicità, mentre per molte sostanze, ancora piuttosto "giovani",  il dibattito è ancora aperto, per cui si avranno sia detrattori sia estimatori.
Per tutte queste ragioni, una volta incontrato un bollino rosso, sarebbe sempre opportuno chiedersi quali sono le fonti che hanno generato questo giudizio negativo, su SkinDeep spesso le fonti vengono citate, mentre sul Biodizionario è necessario “spulciarsi” lunghe discussioni sul forum o chiedere direttamente al sempre disponibile Fabrizio. In ogni caso, prima di formulare un proprio personale giudizio è sempre bene sentire anche l'opinione del produttore del cosmetico che potrebbe fornire informazioni aggiuntive e diverse.
Si tenga presente, poi, che dalla fondazione del Biodizionario ad oggi, molti ingredienti hanno cambiato colore / valutazione, perchè sono emersi nuovi studi o nuove evidenze che ne hanno mutato il giudizio e per questo è sempre bene approcciarsi co un atteggiamento critico e valutare con attenzione.

...e la tua crema quanti pallini ha?

La semplice conta dei pallini rossi, verdi e gialli, a nostro parere, non è sufficiente per formulare un giudizio su un cosmetico. Certamente può essere un buon primo approccio, ma non è sufficiente ed esaustivo.
I fattori per valutare un cosmetico vanno ben al di là del semplice elenco degli ingredienti, si basano anche sulla formulazione, sull'efficacia (un cosmetico tutto verde, ma mal formulato può fare più danni di un cosmetico formulato bene, ma pieno di pallini rossi!) e, soprattutto, sulle scelte etiche ed ecologiche che sono state fatte a monte della sua formulazione (ad esempio la scelta di preferire ingredienti da coltivazione biologica o a km 0).

In conclusione

Non è nostra intenzione screditare il Biodizionario che rimane un ottimo strumento soprattutto per chi è alle prime armi e si avvicina al bellissimo e complesso mondo dei cosmetici eco-biologici, riteniamo però importante sottolinearne i limiti se non viene utilizzato in maniera critica (magari abbinato al forum sempre ricco di spunti ed approfondimenti), perciò consigliamo di leggere due approfondimenti molto interessanti e ben scritti presenti in rete:

http://animalesenzaltro.wordpress.com/2011/05/09/biodizionario-it-e-skin-deep-ci-possiamo-davvero-fidare/

http://www.my-personaltrainer.it/cosmetici-categorie/biodizionario.html

Desideriamo, inoltre,  mettere in guardia i consumatori dalle varie liste di "ingredienti da evitare" che circolano in rete, liste che troppo spesso vengono prese dai produttori di cosmetici più "truffaldini" per creare cosmetici "SENZA" questo o quell'ingrediente, ma pieni di altri brutti ingredienti dai nomi meno noti (ad esempio si vedono spesso negli scaffali oli per bambini alla parffina con claim del tipo "SENZA SLS E PARABENI" come se questi due ingredienti avessero senso di esistere in un cosmetico del genere!)


Ci farebbe piacere anche conoscere la vostra esperienza e il vostro parere sul Biodizionario e le varie App che sono a disposizione: lasciateci un commento!

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